Esami di stato

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IN AGGIORNAMENTO


 
L’Esame di Stato prevede come fine ”la verifica della preparazione di ciascun candidato riguardo agli obiettivi generali e specifici propri di ciascun indirizzo di studi”, inoltre, “la certificazione rilasciata deve dare larga trasparenza alle competenze, conoscenze e capacità acquisite secondo il piano di studi seguito, tenendo conto delle esigenze di circolazione dei titoli di studio nell’ambito dell’Unione Europea”. Anche l’Esame di Stato è regolato da vari provvedimenti che ne hanno modificato negli anni, in parte, le caratteristiche: L. 1/07; D.M. 42/07, D.M. 80/07, C.M. 90/07, C.M.77/08, C.M.85/09, D.M. 8/09, O.M. 40/09 e DPR 122/09.
 
L’ammissione all’Esame di Stato
Per poter sostenere l’esame è necessaria l’ammissione, accompagnata da un articolato giudizio, introdotta dalla legge n. 1 dell'11 gennaio 2007.
Potranno sostenere l'esame gli studenti dell'ultimo anno che nello scrutinio finale abbiano riportato una votazione non inferiore a 6/10 in ciascun disciplina, o gruppo di discipline valutate con l’attribuzione di un unico voto secondo l’ordinamento vigente, e un voto di condotta non inferiore a 6/10 (art.6, comma 1, D.P.R. 22 giugno 2009, n.122).
Il voto di condotta partecipa, quindi, alla valutazione globale ed è soggetto a vincoli normativi (Art. 4 del D.M. n.5 del 16/01/ 2009 e Art. 7 del Reg. attuativo del 13/3/2009) e a criteri oggettivi deliberati dal Collegio dei Docenti ed esemplificati nella griglia di valutazione dei comportamenti presente nel POF.
Nella scuola secondaria il voto di comportamento, definito dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente, in quanto determina, autonomamente, la non ammissione alla classe successiva o all’esame di Stato nel caso sia inferiore a sei decimi, indipendentemente dalla votazione conseguita nelle singole discipline di studio. (art. 2, comma 3, decreto legge 1 settembre 2008, n. 137, convertito dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169; art. 2, comma 3 del D.M. 16/01/2009, n. 5; Circolare n.10 del 23/01/2009).
Il voto di comportamento concorre anche alla determinazione dei crediti scolastici (articolo 4, comma 2, D.P.R. 22 giugno 2009,n.122 ).
E’ richiesta, ai sensi dell’art.14, comma 7 del DPR 22 giugno 2009, n.122, la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato. Le istituzioni scolastiche possono stabilire, per casi eccezionali, motivate e straordinarie deroghe al suddetto limite. Tale deroga è prevista per assenze documentate e continuative, a condizione, comunque, che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del consiglio di classe, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati. Il mancato conseguimento del limite minimo di frequenza, comprensivo delle deroghe riconosciute, comporta la non ammissione all’esame di Stato.
La valutazione dell’insegnamento dell’Educazione Fisica concorre alla determinazione della media dei voti (Circolare n.10 del 23/ 01/2009)
Per la Religione Cattolica la valutazione è espressa senza attribuzione di voto numerico, ma il docente di religione, con gli altri insegnanti, attribuisce il punteggio per il credito scolastico (Art. 6 del Reg. attuativo del 13/3/2009) e per la condotta.
Sono ammessi, inoltre, su richiesta, ai sensi dell’articolo 6, comma 2 del DPR  22 giugno 2009, n.122, direttamente agli esami di Stato del secondo ciclo gli alunni della penultima classe che hanno riportato, nello scrutinio finale, non meno di otto decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline e non meno di otto decimi nel comportamento, che hanno seguito un regolare corso di studi di istruzione secondaria di secondo grado e che hanno riportato una votazione non inferiore a sette decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline e non inferiore a otto decimi nel comportamento negli scrutini finali dei due anni antecedenti il penultimo, senza essere incorsi in ripetenze nei due anni predetti. Le votazioni suddette non si riferiscono all’insegnamento della religione cattolica.
In base all’ Art. 6 dell’O.M. n. 92 del 5/11/07, il docente della disciplina propone il voto in base ad un giudizio motivato desunto dagli esiti di un congruo numero di prove effettuate durante l’ultimo trimestre o quadrimestre o pentamestre e sulla base di una valutazione complessiva dell’impegno, interesse e partecipazione dimostrati nell’intero percorso formativo.
La proposta di voto tiene altresì conto delle valutazioni espresse in sede di scrutinio intermedio, nonché dell’esito delle verifiche relative ad eventuali iniziative di sostegno e ad interventi di recupero precedentemente effettuati. Infatti, in base all’Articolo 9 dell’O.M. n. 92 del 5/11/07 comma 2: “A decorrere dall’anno scolastico 2008-2009, per gli studenti dell’ultimo anno di corso che nello scrutinio del primo trimestre o del primo quadrimestre presentino insufficienze in una o più discipline, il consiglio di classe predispone iniziative di sostegno e forme di verifica, da svolgersi entro il termine delle lezioni, al fine di porre gli studenti predetti nella condizione di conseguire una valutazione complessivamente positiva in sede di scrutinio di ammissione all’esame di Stato”.
 
Sono ammessi agli Esami di Stato anche i candidati esterni (privatisti) che abbiano regolarmente presentato domanda.
I candidati esterni provvisti di idoneità o di promozione all'ultima classe o di ammissione alla frequenza di detta classe, ottenuta in precedenti esami di maturità o di abilitazione o di qualifica professionale quadriennale, dello stesso corso di studio, sostengono l'esame preliminare sulle materie dell’ultimo anno.
Sostengono altresì l’esame preliminare sulle materie dell’ultimo anno i candidati esterni che abbiano frequentato l’ultimo anno di corso nell’anno o negli anni scolastici precedenti e, ammessi all’esame di Stato, non abbiano conseguito il relativo Diploma.
Anche i candidati esterni che abbiano superato nell’anno o negli anni precedenti l’esame preliminare e, ammessi all’esame di Stato, non abbiano sostenuto le relative prove o non le abbiano superate, debbono sostenere l’esame preliminare (parere dell’Ufficio legislativo in data 16-2-2010).
L'esito positivo degli esami preliminari, anche in caso di mancato superamento dell'esame di Stato, vale come idoneità all'ultima classe del tipo di istituto di istruzione secondaria di secondo grado cui l'esame si riferisce. L'esito dei medesimi esami preliminari, in caso di non ammissione all'esame di Stato, può valere, a giudizio del consiglio di classe o delle apposite commissioni d'esame di cui all'art. 4 della O.M. n.44 del 5-5-2010, come idoneità ad una delle classi precedenti l’ultima ovvero come idoneità all’ultima classe. Tale disposto si applica anche in caso di mancata presentazione agli esami di Stato
L’esame preliminare viene sostenuto con i docenti della classe a cui si è stati abbinati.
 
Credito
In sede di scrutinio finale il Consiglio di classe, a cui partecipano tutti i docenti della classe, compresi gli insegnanti di educazione fisica, gli insegnanti tecnico-pratici (nelle modalità previste dall'articolo 5, commi 1-bis e 4, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni), i docenti di sostegno, nonché gli insegnanti di religione cattolica limitatamente agli alunni che si avvalgono di quest'ultimo insegnamento, attribuisce il punteggio per il credito scolastico di cui all'articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n. 323, e successive modificazioni.
Il credito scolastico rappresenta un metodo obiettivo ed efficace per valutare l’andamento complessivo della carriera scolastica d’ogni alunno. E’ un “patrimonio” di punti che lo studente costruisce durante gli ultimi tre anni di corso e che contribuisce a determinare il punteggio finale dell’Esame di Stato.
Ogni allievo può conseguire un credito scolastico risultante dalla somma dei punti che, anno per anno, saranno assegnati dal Consiglio di Classe durante gli scrutini finali in base alla media dei voti, all’impegno, alle esperienze formative (credito formativo) che l’alunno può aver acquisito al di fuori della normale attività scolastica.
- Il punteggio massimo, volto a valorizzare la carriera scolastica dello studente è di 25 punti
- La bocciatura non dà diritto al credito, ma “nei confronti degli studenti valutati positivamente in sede di verifica finale al termine del terzultimo e penultimo anno di corso, il Consiglio di classe procede altresì all’attribuzione del punteggio di credito scolastico…”(art.7 D.M. 80/07).
Il credito formativo rappresenta quel “patrimonio” di esperienze che l’alunno può aver maturato all’esterno della scuola, in piena coerenza con i contenuti tematici del corso di studi intrapreso: corsi di lingua, corsi d’informatica, esperienze lavorative, soggiorni in scuole o campus all’estero, attività sportive, esperienze di volontariato, etc … Il credito formativo è accertato dai singoli Consigli di Classe. Il punteggio è calcolato all’interno della fascia di voti di appartenenza.
 
Criteri di attribuzione del credito scolastico
Nell’IS Archimede vengono adottati i seguenti criteri in sede di scrutinio finale:
a) In caso di media dei voti assegnati superiore o uguale alla metà della banda di oscillazione prevista (ad es. nella fascia tra 6 e 7, una media uguale o superiore al 6,5) il Consiglio di Classe assegna il massimo punteggio di credito previsto per quella fascia;
b) In caso di media dei voti assegnati inferiore allo 0,5 il Consiglio di Classe assegna il massimo punteggio previsto della banda di oscillazione di appartenenza se sussistono alcuni dei requisiti sotto elencati:
- assiduità nella frequenza attestata con oggettiva evidenza da un numero di assenze non superiori a 25 giorni di lezione nell’anno scolastico, a meno di eventi comprovati (malattie o altro) che abbiano impedito allo studente di ottenere il requisito di frequenza richiesto;
- alto livello di socializzazione e di un comportamento lodevole per assiduità e partecipazione attiva al dialogo educativo e alle iniziative promosse dall’Istituto;
- credito formativo attribuibile secondo quanto previsto dalla normativa e/o partecipazione ad almeno una attività curricolare prevista dal Consiglio di Classe, dal P.O.F. e dai P.O.N.
Per gli alunni che, in sede di scrutinio conclusivo di Giugno, abbiano riportano la sospensione del giudizio, l’attribuzione del credito sarà effettuata nella scrutinio finale dopo il superamento delle prove del debito, considerando solo il punto 1.
 
Per gli alunni che, in sede di scrutinio conclusivo di Giugno, abbiano riportano la sospensione del giudizio, l’attribuzione del credito sarà effettuata nella scrutinio finale dopo il superamento delle prove del debito, considerando solo il punto 1.
Criteri adottati per l’attribuzione del credito formativo esterno
Per il riconoscimento di esperienze, coerenti con il corso di studi prescelto, ritenute valide per l’attribuzione del credito formativo esterno il Collegio dei Docenti ha deliberato di prendere in considerazione UNICAMENTE le attività rientranti nelle tipologie sotto indicate, opportunamente documentate:
- partecipazione a concorsi afferenti alle discipline di studio, con esito positivo;
- partecipazione a progetti POF con una durata e frequenza di almeno 15 ore;
- partecipazione a progetti PON;
- attività sportiva agonistica svolta all’interno di un’organizzazione ufficialmente riconosciuta;
- corsi di lingua con conseguimento di una certificazione europea;
- corsi di informatica con conseguimento della Patente Europea;
- esperienze all’estero di tipo linguistico con l’attestazione finale di frequenza e superamento di esame;
- attività di volontariato svolte presso le Associazioni registrate per almeno 20 ore nel corso di un anno. 
Ad ogni attività si riconoscono 0,50 punti per un massimo di 1 punto.
 
Tabelle per le classi terze, quarte e quinte

 

TABELLA A - CREDITO SCOLASTICO

 

(D.M. n. 99/2009: sostituisce la tabella prevista dall'articolo 11, comma 2 del D.P.R. 23 luglio 1998, n. 323, così come modificata dal D.M. n. 42/2007)
 Candidati interni
Media dei voti
Credito scolastico (Punti)
 
I anno
II anno
III anno
M = 6
3-4
3-4
4-5
6 < M ≤ 7
4-5
4-5
5-6
7 < M ≤ 8
5-6
5-6
6-7
8 < M ≤ 9
6-7
6-7
7-8
9 < M ≤ 10
7-8
7-8
8-9
NOTA - M rappresenta la media dei voti conseguiti in sede di scrutinio finale di ciascun anno scolastico. Ai fini dell’ammissione alla classe successiva e dell’ammissione all’esame conclusivo del secondo ciclo di istruzione, nessun voto può essere inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l'attribuzione di un unico voto secondo l'ordinamento vigente. Sempre ai fini dell’ammissione alla classe successiva e dell’ammissione all’esame conclusivo del secondo ciclo di istruzione, il voto di comportamento non può essere inferiore a sei decimi. Il voto di comportamento, concorre, nello stesso modo dei voti relativi a ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l’attribuzione di un unico voto secondo l’ordinamento vigente, alla determinazione della media M dei voti conseguiti in sede di scrutinio finale di ciascun anno scolastico. Il credito scolastico, da attribuire nell'ambito delle bande di oscillazione indicate dalla precedente tabella, va espresso in numero intero e deve tenere in considerazione, oltre la media M dei voti, anche l'assiduità della frequenza scolastica, l'interesse e l'impegno nella partecipazione al dialogo educativo e alle attività complementari ed integrative ed eventuali crediti formativi. Il riconoscimento di eventuali crediti formativi non può in alcun modo comportare il cambiamento della banda di oscillazione corrispondente alla media M dei voti. All'alunno che è stato promosso alla penultima classe o all'ultima classe del corso di studi dopo il superamento delle prove per il saldo del giudizio sospeso va attribuito il credito.
 
 
 TABELLA B - CREDITO SCOLASTICO
(D.M. n. 99/2009: sostituisce la tabella prevista dall'articolo 11, comma 2 del D.P.R. 23 luglio 1998, n. 323, così come modificata dal D.M. n. 42/2007)
Candidati esterni - Esami di idoneità
Media dei voti inseguiti in esami di idoneità
Credito scolastico (Punti)
M = 6
3
6 < M ≤ 7
4-5
7 < M ≤ 8
5-6
8 < M ≤ 9
6-7
9 < M ≤ 10
7-8
NOTA - M rappresenta la media dei voti conseguiti agli esami di idoneità (nessun voto può essere inferiore a sei decimi). Il punteggio, da attribuire nell'ambito delle bande di oscillazione indicate nella presente tabella, va moltiplicato per 2 in caso di esami di idoneità relativi a 2 anni di corso in un unica sessione. Esso va espresso in numero intero. Per quanto concerne l'ultimo anno il punteggio è attribuito nella misura ottenuta per il penultimo anno.
 
TABELLA C - CREDITO SCOLASTICO
(D.M. n. 99/2009: sostituisce la tabella prevista dall'articolo 11, comma 2 del D.P.R. 23 luglio 1998, n. 323, così come modificata dal D.M. n. 42/2007)
Candidati esterni - Prove preliminari
Media dei voti delle prove preliminari
Credito scolastico (Punti)
M = 6
3
6 < M ≤ 7
4-5
7 < M ≤ 8
5-6
8 < M ≤ 9
6-7
9 < M ≤ 10
7-8
NOTA - M rappresenta la media dei voti conseguiti nelle prove preliminari (nessun voto può essere inferiore a sei decimi). Il punteggio, da attribuire nell'ambito delle bande di oscillazione indicate nella presente tabella, va moltiplicato per 2 o per 3 in caso di prove preliminari relative, rispettivamente, a 2 o a 3 anni di corso. Esso va espresso in numero intero.
 
 
Caratteristiche dell’Esame di Stato
L’esame è multidisciplinare e intende accertare le capacità del candidato di stabilire collegamenti tra competenze e conoscenze diverse e, naturalmente, la sua preparazione nell’ambito delle singole discipline.
La commissione d’esame è mista, costituita per metà da commissari esterni e per metà da membri interni della classe e presiedute da un presidente anch'esso esterno. Il numero massimo dei commissari è di 6. Ogni due classi sono nominati un presidente unico e commissari esterni comuni alle classi stesse. Le materie affidate ai membri esterni, come anche la materia oggetto della seconda prova scritta, sono scelte dal MIUR. La designazione dei commissari interni è effettuata dal Consiglio di classe, tra i docenti titolari dell'insegnamento delle materie non affidate ai commissari esterni. In sede di designazione, i Consigli di classe, devono tener conto dell'esigenza di assicurare un'equa e ponderata ripartizione delle materie oggetto di studio dell'ultimo anno, cercando di favorire, per quanto possibile, l'accertamento della conoscenza della lingua straniera studiata durante l'anno.
1. Le prove scritte sono tre: Italiano, Materia professionale, Terza prova.
La prima prova scritta è intesa ad accertare la padronanza della lingua italiana o della lingua nella quale si svolge l'insegnamento, nonché le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche del candidato, consentendo la libera espressione della personale creatività. In essa il candidato deve realizzare, a propria scelta, uno dei seguenti tipi di elaborati proposti dal MIUR (DM 389/98):
A - analisi e commento, anche arricchito da note personali, di un testo letterario o non letterario, in prosa o in poesia, corredato da indicazioni che orientino nella comprensione, nella interpretazione di insieme del passo e nella sua contestualizzazione;
B - sviluppo di un argomento scelto dal candidato tra quelli proposti all'interno di grandi ambiti di riferimento storico-politico, socio-economico, artistico-letterario, tecnico-scientifico.
L'argomento può essere svolto in una forma scelta dal candidato tra modelli di scrittura diversi: saggio breve, relazione, articolo di giornale, intervista, lettera. Dall'anno scolastico 1998/99 le forme di scrittura da utilizzarsi da parte del candidato sono quelle del saggio breve o dell'articolo di giornale;
C - sviluppo di un argomento di carattere storico, coerente con i programmi svolti nell'ultimo anno di corso;
D - trattazione di un tema su un argomento di ordine generale, attinto al corrente dibattito culturale, per il quale possono essere fornite indicazioni di svolgimento.
2. La seconda prova scritta, che può essere anche grafica o scritto grafica, ha lo scopo di accertare il possesso delle conoscenze specifiche del corso di studi frequentato dal candidato ed ha per oggetto una delle materie caratterizzanti il medesimo corso di studi.
3. La terza prova scritta negli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore, a carattere pluridisciplinare, è intesa ad accertare le conoscenze, competenze e capacità acquisite dal candidato, nonché le capacità di utilizzare e integrare conoscenze e competenze relative alle materie dell'ultimo anno di corso, anche ai fini di una produzione scritta, grafica o pratica. La prova è predisposta dalle Commissioni e la scelta della tipologia da parte delle Commissioni deve tener conto della specificità dell'indirizzo di studi, delle impostazioni metodologiche seguite dai candidati, delle esperienze acquisite all'interno della progettazione dell'Istituto e della pratica didattica adottata, quali risultano dal documento del 15 maggio. La terza prova può comprendere, alternativamente o cumulativamente, le seguenti tipologie di svolgimento (DM 390/98):
A - Trattazione sintetica di argomenti. La proposta di trattazione sintetica di argomenti significativi, anche a carattere pluridisciplinare, contiene l' indicazione della estensione massima consentita (numero delle righe o delle parole). Tale proposta può essere presentata al candidato anche mediante un breve testo, in relazione al quale vengano poste specifiche domande.
B - Quesiti a risposta singola. I quesiti a risposta singola, volti ad accertare la conoscenza e i livelli di competenza raggiunti dal candidato su argomenti riguardanti una o più materie, possono essere articolati in una o più domande chiaramente esplicitate. Le risposte debbono essere in ogni caso autonomamente formulate dal candidato e contenute nei limiti della estensione massima indicata dalla Commissione, analogamente a quanto previsto alla precedente lettera A.
C - Quesiti a risposta multipla. I quesiti a risposta multipla, per i quali vengono fornite più risposte, tra cui il candidato sceglie quella esatta, possono essere presentati anche in forma di risposta chiusa e prevedere un certo numero di permutazioni di posizione delle domande e delle risposte. Tali quesiti possono pertanto concretarsi in vere e proprie prove strutturate vertenti su argomenti di tutte le materie dell'ultimo anno di corso.
D - Problemi a soluzione rapida. La proposta di problemi che richiedono una soluzione rapida è articolata in relazione allo specifico indirizzo di studio e alle esercitazioni effettuate dal candidato nel settore disciplinare coinvolto nel corso dell'ultimo anno.
E - Casi pratici e professionali. L'analisi di casi pratici e professionali va correlata ai contenuti dei singoli piani di studio dei vari indirizzi, alle impostazioni metodologiche seguite dai candidati e alle esperienze acquisite anche all'interno di una progettazione di Istituto caratterizzata dall'ampliamento dell'offerta formativa. La trattazione di un caso pratico e professionale, che costituisce una esercitazione didattica particolarmente diffusa negli Istituti professionali e tecnici, può coinvolgere più materie ed è presentata con indicazioni di svolgimento puntuali e tali da assicurare risposte in forma sintetica.
F - Sviluppo di progetti. Lo sviluppo di un progetto è proposto per quegli indirizzi di studio per i quali tale modalità rappresenta una pratica didattica largamente adottata. In particolare negli Istituti tecnici e professionali, in relazione ai singoli piani di studio, può essere richiesto lo sviluppo di un progetto che coinvolga diverse discipline o la esposizione di una esperienza di laboratorio o anche la descrizione di procedure di misura o di collaudo di apparati o impianti che siano tali da consentire al candidato di dimostrare anche la conoscenza degli strumenti, delle loro caratteristiche e delle metodologie di impiego.
All'interno della terza prova scritta deve essere previsto un breve spazio destinato all'accertamento della conoscenza della lingua o delle lingue straniere comprese nel piano di studi dell'ultimo anno. La verifica di tale conoscenza può essere effettuata dalla Commissione secondo una delle seguenti modalità:
A - Breve esposizione in lingua straniera (entro un numero massimo di parole prestabilito) di uno degli argomenti o di uno dei quesiti, a scelta del candidato, tra quelli proposti dalla Commissione nell'ambito della trattazione sintetica o del gruppo dei quesiti o anche delle domande che accompagnano la soluzione di casi pratici o lo sviluppo di progetti. All'interno di tali tipologie può anche prevedersi che una richiesta o parte di essa venga presentata al candidato attraverso un testo in lingua straniera della lunghezza di circa 80 parole, seguito da una o due domande intese ad accertare la comprensione del brano e la capacità di produzione scritta. In tal caso la Commissione ha cura di scegliere possibilmente un testo che per contenuto e caratteristiche linguistico-formali sia, per quanto possibile, congruente con la specificità dell'indirizzo di studio seguito dal candidato.
B - Breve risposta in lingua straniera o anche in lingua italiana ad uno o più quesiti appositamente formulati in lingua dalla Commissione.
Il colloquio tende ad accertare la padronanza della lingua, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle nell’argomentazione e di discutere ed approfondire sotto vari profili i diversi argomenti. Esso si svolge su argomenti di interesse pluridisciplinare attinenti ai programmi e al lavoro didattico dell’ultimo anno di corso.
Il colloquio ha inizio con un argomento o con la presentazione di esperienze di ricerca e di progetto, anche in forma multimediale, scelti dal candidato. Esso prosegue su argomenti proposti al candidato. Nel corso del colloquio deve essere assicurata la possibilità di discutere gli elaborati relativi alle prove scritte.
 
Punteggi
Il punteggio massimo per le tre prove scritte è di 45 punti, ripartiti in ugual misura tra le tre prove (da 0 a 15 punti ciascuna). La sufficienza è data da 30 punti (10 per prova)
Per il colloquio il punteggio è di massimo 30 punti (la sufficienza è rappresentata da 20 punti)
È possibile l’integrazione del punteggio fino a un massimo di 5 punti per i candidati che abbiano conseguito un credito scolastico di almeno 15 punti e un risultato complessivo delle prove pari almeno a 70 punti. I criteri di assegnazione del bonus sono individuati dalla commissione d’esame.
Il punteggio minimo complessivo per superare l'esame è di 60/100.
È consentita l'attribuzione della lode ai candidati che all'esame finale avranno conseguito il punteggio massimo di 100 punti senza fruire del bonus integrativo dei 5 punti.
Con il D.M. 99/09 art. 4 (Criteri per l’attribuzione della lode nei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e tabelle di attribuzione del credito scolastico) dall’a.s. 2010-2011 ottenere la lode è possibile solo in presenza delle sotto elencate condizioni:
a) l’esaminando deve aver riportato voti uguali o superiori a otto decimi, compresa la valutazione del comportamento, negli scrutini finali del penultimo e ultimo anno
b) l’esaminando deve aver conseguito il credito scolastico massimo complessivo attribuibile senza l’integrazione nello scrutinio finale dell’ultimo anno, prevista in considerazione del particolare impegno e merito scolastico dimostrati nel recupero di situazioni di svantaggio presentatesi negli anni precedenti in relazione a situazioni familiari o personali dell’alunno stesso, che hanno determinato un minor rendimento (Art. 11, com. 4, DPR 23 luglio 1998, n. 323)
c) il credito scolastico annuale relativo all’ultimo anno, nonché il punteggio previsto per ogni prova d’esame devono essere stati attribuiti dal consiglio di classe o dalla commissione, secondo le rispettive competenze, nella misura massima all’unanimità.
I requisiti sono richiesti anche ai candidati anticipatari per merito.
 
I tempi
1. Per sostenere gli esami gli alunni interni devono presentare al proprio Dirigente Scolastico la domanda di partecipazione entro il 30 novembre.
2. Anche i candidati esterni devono presentare la domanda di partecipazione entro il 30 novembre ai Direttori Generali della Regione di residenza, indicando nell’istanza di partecipazione, corredata dalla documentazione necessaria, in ordine preferenziale, almeno tre istituzioni scolastiche in cui intendono sostenere l’esame e dichiarando la lingua e/o lingue straniere, eventualmente, presentate. Solo limitatamente a casi di gravi e documentati motivi, è possibile presentare eventuali domande tardive entro il 31 gennaio.
3. Il 31 gennaio scade il termine di presentazione della domanda al proprio Dirigente Scolastico da parte degli alunni frequentanti la penultima classe per abbreviazione per merito.
4. Il 20 marzo scade il termine di presentazione della domanda al Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale della regione di residenza da parte degli alunni che cessino la frequenza delle lezioni dopo il 31 gennaio e prima del 15 marzo e intendano partecipare agli esami di Stato in qualità di candidati esterni.
5. Il termine per la presentazione di attestati o certificazioni relativi ai crediti formativi, anche per i candidati esterni, è il 15 maggio. Le certificazioni utili per l’attribuzione del credito formativo, acquisite a partire dal terzo anno scolastico del quinquennio e conseguite anche durante i mesi estivi, potranno comunque essere presentate nell’anno scolastico successivo. Le certificazioni rilasciate da associazioni, imprese, ecc… private non possono essere autocertificate, ma debbono essere autenticate dall’ente erogatore.
6. Le materie affidate ai membri esterni sono scelte annualmente dal MIUR, con proprio decreto, entro gennaio.
7. La seconda materia è indicata dal MIUR entro la prima decade del mese di aprile di ciascun anno.
8. La prima prova scritta dell’esame di Stato di istruzione secondaria di secondo grado si svolge secondo decreto ministeriale. Il giorno successivo si svolgerà la seconda prova. Il giorno della terza prova è decretato annualmente dal MIUR.

 
ESAME DEI CANDIDATI CON DISABILITÀ
 
L’esame di stato, anche per i candidati con disabilità, deve costituire l’occasione per un oggettivo accertamento delle conoscenze, competenze e capacità acquisite. Le prove devono essere svolte secondo modalità omogenee rispetto a quelle svolte durante l’anno scolastico, a tal fine il Consiglio di classe per consentire alla Commissione d’esame di operare correttamente (art. 6 del Regolamento) deve predisporre:
- la documentazione relativa ai singoli candidati con disabilità;
- per i candidati che ne abbiano bisogno, le richieste di prove equipollenti e/o di assistenza e/o di tempi più lunghi sia per le prove scritte che per quelle orali;
- in casi particolari, la richiesta di buste supplementari o di prove suppletive.
Nel caso specifico dell’assistenza (docente di sostegno, assistente educativo, accompagnatore), si evidenzia che gli alunni diversamente abili, durante le prove d’esame, sono assistiti dallo stesso personale che ha prestato loro assistenza nel corso dell’anno scolastico. Inoltre, con riferimento al D.M. 25 maggio 1995 n.170, più docenti di sostegno possono prestare assistenza ad uno stesso candidato , durante la effettuazione delle diverse prove d’esame.
Per i candidati con disabilità che hanno svolto piani didattici individualizzati diversificati in vista di obiettivi educativi e formativi non riconducibili ai programmi ministeriali, la Commissione d’esame predispone, su indicazione del Consiglio di classe, prove differenziate omogenee al percorso svolto e finalizzate all’attestazione delle competenze e abilità acquisite.
All'alunno con disabilità che ha svolto un percorso didattico differenziato e non ha conseguito il diploma attestante il superamento dell'esame di Stato conclusivo del secondo ciclo, viene rilasciato un attestato recante gli elementi informativi relativi all'indirizzo e alla durata del corso di studi seguito, alle materie di insegnamento comprese nel piano di studi, con l'indicazione della durata oraria complessiva destinata a ciascuna, alle competenze, conoscenze e capacità anche professionali, acquisite e dei crediti formativi documentati in sede di esame (DPR 122/2009).

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